Le aree pedonali non sono un argomento per tutti.

Le aree pedonali non sono un argomento per tutti.

Le aree pedonali permanenti sono le uniche che possano concretamente e ragionevolmente essere definite aree pedonali.
Chiudere al traffico delle strade in maniera temporanea, saltuaria, senza una strategia, in alcuni giorni della settimana, significa intervenire sul flusso del traffico in maniera pressoché esclusiva a favore delle automobili, ignorando i principi fondamentali della mobilità sostenibile. In base a questi principi bisogna restituire spazi di vivibilità agli esseri umani, limitando l’uso delle auto private, a favore del trasporto pubblico, e di forme di mobilità condivise.

Accade, come è noto a chi si occupa di tali tematiche, che le aree pedonali siano inizialmente respinte da alcuni commercianti che, per timore e mancanza di conoscenza, manifestano resistenze a modalità che invece li favoriscono sia nel commercio che nella qualità dell’esistenza. Sono mentalmente condizionati dall’idea esclusiva di un tipo di commercio legato al passaggio delle vetture e alla loro sosta in prossimità del negozio, spesso in doppia fila.

Esempi di questo genere ve ne sono ovunque in Italia. Anche in nostra prossimità si riscontrano aree pedonali a Reggio Calabria, a Catania, a Palermo o Trapani. Sono diventate simbolo di un nuovo modo di vivere la città e di muoversi sia per fare acquisti, che per vivere i contesti urbani, sociali, sia per visitare i beni monumentali e architettonici.

Non si può fare una campagna elettorale parlando di aree pedonali da riaprire in funzione del temporaneo interesse di pochi. Bisogna tener conto sia dell’attuale piano urbano del traffico che prevede la pedonalizzazione del quadrilatero tra la via Consolato del mare, la via Cesare Battisti, la via Della Zecca e la via Cavour (parlando dell’area in prossimità del duomo) ed inoltre seguire la progettazione del nuovo PGTU affidato mediante gara pubblica da questa amministrazione alla società TPS pro di Perugia, e che vedrà la luce tra circa un anno.

Non si può parlare comunque di mobilità sostenibile se la strategia sulle aree pedonali è quella della temporaneità che non consente quel cambio culturale e quegli investimenti da parte degli stessi commercianti, a proprio vantaggio, necessari all’accettazione delle aree pedonali da parte dei cittadini.
Quando parlo di investimenti non mi riferisco a panchine o ad arredi pubblici – che non sono necessariamente presenti in aree pedonali (vedi esempi in altre città) – quanto a interventi per l’occupazione del suolo pubblico, per estendere i servizi offerti anche in aree all’aperto.

Dimenticavo, ed è importante: chi non vuole aree pedonali è meglio che non mi voti, io sono per una mobilità sostenibile in città: più trasporto pubblico, più aree pedonali, più piste ciclabili, più percorsi pedonali. Una visione ben chiara di vivibilità.
Vivere la città “fuori e senza auto” ci fa sentire più europei e più cittadini del mondo e ovviamente della nostra meravigliosa Messina.

Gaetano Cacciola, Vicesindaco, candidato della lista Percorso Comune con Accorinti sindaco.

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